Chi lavora in azienda conosce bene la differenza tra imballaggio primario, secondario e terziario che caratterizza gli oggetti spediti, immagazzinati e messi sul mercato. Chi non dà il giusto valore a questo passaggio rischia di incappare in rischi, perdite economiche e sanzioni. Infatti, il rispetto degli imballaggi non è questione da poco: non basta avere un packaging accattivante. Serve la capacità di un imballaggio di proteggere  il contenuto da agenti esterni troppo aggressivi.

Le imprese devono anche rispettare le regole di base per valorizzare al meglio imballaggio primario, secondario e terziario dei prodotti che vendono. Vuoi sapere di più su questo argomento? Sintetizziamo: il primario è l’imballaggio che sta direttamente a contatto con il prodotto, il secondario raggruppa più unità di primario, il terziario è quello per il trasporto e la logistica su larga scala. Tutto chiaro? Forse c’è bisogno di un approfondimento: ecco tutto quello che devi sapere.

Imballaggio primario

Questa viene considerata la prima pelle del prodotto: è il packaging, l’imballaggio che il cliente tocca con mano nel momento in cui prende il bene dallo scaffale del supermercato. Ad esempio, si tratta della bottiglia del latte, del tubetto di dentifricio, della confezione di biscotti. È l’elemento che protegge il prodotto e che il consumatore porta a casa: l’imballaggio primario difende fisicamente ciò che stai acquistando, è una barriera contro gli agenti esterni attraverso tutta la filiera dal luogo della produzione fino al momento del consumo. Non si tratta semplicemente di un involucro: è anche uno strumento di marketing potente.

Questo perché sintetizza colori, slogan, claim e altri elementi pubblicitari che spingono l’utente a scegliere un bene piuttosto che un altro. Prendiamo come esempio il packaging alimentare personalizzato: è uno dei settori più delicati perché deve rispettare normative stringenti per la sicurezza delle persone. Ma anche raggiungere determinati criteri di persuasione nel copywriting e nel visual design, comunicando gli elementi fondamentali del brand in questione.

Imballaggio secondario

Questo secondo passaggio organizzativo dei beni in commercio ha una funzione squisitamente logistica. Infatti, le varie buste e confezioni che si trovano in questa categoria raggruppano più unità di imballaggio primario per semplificare e agevolare la distribuzione. Ma non solo, consentono ai responsabili degli allestimenti di migliorare l’esposizione nei punti vendita e l’organizzazione in magazzino. Facciamo un esempio concreto per definire questo settore?

L’imballaggio secondario è quello che raggruppa 6 bottiglie d’acqua o 24 pacchi di  gomme da masticare: quindi, come puoi facilmente immaginare, svolge un ruolo decisivo nel marketing espositivo e nella comunicazione sia online che offline del brand. Spesso è il packaging secondario a richiamare lo sguardo distratto del consumatore, lasciando informazioni decisive sul prodotto e sui motivi che dovrebbero portare il singolo a scegliere quel prodotto e non il prossimo.

Rispetto all’imballaggio primario, il secondario non ha grandi esigenze in termini di sicurezza e sterilità ma la sua progettazione deve sintetizzare praticità e impatto visivo, facilità di apertura e gestione dello spazio espositivo. Senza dimenticare il fatto che un buon imballaggio secondario può portare i consumatori ad acquistare pacchi convenienza e non singoli prodotti. Determinando, quindi, un guadagno importante per chi sa gestire questi passaggi con attenzione.

Imballaggio terziario

Passiamo alla terza fase, quella del packaging terziario. Questa sezione opera su scala industriale e di solito non entra in contatto diretto con i consumatori. In questa sezione di imballaggi includiamo pallet, container, scatole ed elementi che rendono possibile il trasporto di grandi quantità di prodotti. È il livello di supporto alla logistica meno visibile dall’utente. Ma, molto probabilmente, è quello più importante dal punto di vista dell’efficienza economica ed ecologica.

L’imballaggio terziario deve considerare fattori come la resistenza meccanica, la compatibilità con i sistemi di movimentazione automatizzata e l’ottimizzazione degli spazi nei mezzi di trasporto. Pensa, ad esempio, alle scatole personalizzate per le spedizioni ecommerce che trovi sul sito Rifipack: anche in questo caso c’è bisogno di massima attenzione alla qualità. Senza perdere di vista il design e la possibilità di ottenere il packaging creativo per il tuo brand online.

Da leggere: le soluzioni utili per creare uno slogan efficace sul packaging

Quale scegliere?

In realtà non devi, ogni fase del trasporto ha le sue necessità. Quello che puoi fare è chiaro: acquistare l’imballaggio migliore, sia in termini di efficacia che di sostenibilità. La distinzione tra imballaggio primario, secondario e terziario è solo classificazione tecnica, ma è anche la base per l’intero sistema di distribuzione.