Quando si affronta il tema del packaging bisogna prendere in considerazione anche gli aspetti relativi alla sicurezza. Quindi ecco la domanda fondamentale: meglio utilizzare il pluriball o la carta d’imballaggio per gestire confezioni che esigono massima sicurezza? La risposta non è scontata perché in entrambi i casi abbiamo delle caratteristiche importanti. Che consentono di imballare i pacchi e completare il tuo packaging nel miglior modo possibile.
Da un lato dobbiamo ridurre l’eccesso di imballaggio (overpackaging), dall’altro è importante ridurre resi e merce che torna indietro a causa di incidenti sul percorso. Vuoi fare in modo che le spedizioni del tuo ecommerce vadano nel modo giusto? C’è bisogno anche di articoli come questo: ecco cosa devi sapere sulla differenza tra pluriball o carta d’imballaggio e quale scegliere per avere tutto sotto controllo quando il tuo packaging si presenta bello ma anche sicuro.
Diamo una definizione di pluriball
Cos’è il pluriball? Giusto chiederselo se dobbiamo fare la differenza con la carta da imballaggio. Ebbene, andiamo alla sostanza: il pluriball (o film a bolle d’aria) è un materiale plastico flessibile in polietilene, almeno nella maggior parte dei casi ma non sempre. Questo foglio è caratterizzato da piccole semisfere ripiene d’aria distribuite regolarmente sulla superficie. Inventato per puro caso nel 1957, è diventato lo standard universale per l’ottimizzazione meccanica.
I vantaggi di questa soluzione sono chiari, in primo luogo abbiamo un’ammortizzazione superiore. Le bolle d’aria agiscono come veri e propri cuscinetti, assorbendo gli urti e le vibrazioni durante il trasporto meglio di quasi ogni altro materiale leggero. Essendo plastica, il pluriball ci fornisce un altro benefit: protegge gli oggetti dall’umidità e da eventuali infiltrazioni di liquidi nella scatola. Al tempo stesso si adatta a forme irregolari senza aggiungere peso.
Abbiamo anche dei difetti. Come l’impatto ambientale, dato che il pluriball è un derivato del petrolio. Anche se riciclabile, il tasso di recupero è spesso basso e la sua degradazione richiede secoli. Poi bisogna ragionare sui grandi numeri. Se ti occupi di spedizioni importanti hai bisogno dei rotoli di pluriball, i quali occupano spazio in magazzino. E se non si utilizza la versione specifica (quella rosa antistatica), il pluriball può danneggiare i componenti elettronici.
Cos’è, invece, la carta d’imballaggio?
Si tratta del modello Kraft ad alta grammatura o della carta velina, molto leggera: la scegliamo a seconda della delicatezza dell’oggetto. È un materiale fibroso, naturale e biodegradabile che viene utilizzato sia per avvolgere singolarmente i pezzi, sia per riempire i vuoti all’interno delle scatole per svolgere la funzione di void filling. Vale a dire la tecnica di riempimento dei vuoti per evitare che gli oggetti si muovano in una scatola di imballaggio per il trasporto.
Perché scegliere questa soluzione? La carta sta spopolando grazie alla spinta verso l’eco-sostenibilità, ma non è questa l’unica motivazione per puntare sui fogli di carta da imballaggio. Certo, è l’opzione biodegradabile e facilmente riciclabile, ma nel magazzino ha un vantaggio: una risma di carta occupa pochissimo spazio rispetto a un rotolo di pluriball, pur potendo coprire una superficie simile una volta accartocciata. E poi c’è il marketing che si impone in questo settore.
Il modello Kraft ha un look premium, più curato ed esclusivo rispetto al dozzinale foglio di plastica. La carta comunica un’attenzione al dettaglio che un altro materiale non può offrire. Soprattutto se utilizzi una soluzione come quella di Rifipack, ovvero carta da imballaggio personalizzata con il logo e il naming.
D’altro canto ci sono anche degli svantaggi per chi usa la carta da imballaggio. Tipo la minore protezione dagli urti violenti. Per ottenere lo stesso livello di sicurezza del pluriball, serve molta più carta stratificata: una soluzione non sempre conveniente anche in termini di aumento del peso del pacco. E se la scatola si bagna durante il trasporto? La carta assorbe l’umidità, perdendo rigidità e rischiando di macchiare o danneggiare l’oggetto interno.
Una sintesi: quali sono pro e contro?
- Protezione dagli urti: il pluriball offre una sicurezza grazie ai cuscinetti d’aria; la carta garantisce una protezione buona, ma solo se stratificata.
- Sostenibilità ambientale: la carta è il top essendo biodegradabile e riciclabile; il pluriball ha un impatto ambientale elevato a causa della sua natura.
- Resistenza all’umidità: il pluriball è impermeabile e isola l’oggetto dai liquidi; la carta è vulnerabile e perde efficacia se si bagna.
- Immagine e branding: la carta trasmette un’idea di cura artigianale ed ecosostenibilità; il pluriball ha un aspetto puramente industriale e funzionale.
- Costi e ingombro: il pluriball è economico ma ingombrante da stoccare; la carta ha costi variabili ma è estremamente compatta prima dell’uso.
Quando e come scegliere: guida pratica
La scelta tra pluriball e carta da imballaggio di tipo Kraft non dipende solo dalla fragilità dell’oggetto, ma dal tipo di sollecitazione che dovrà affrontare. Il pluriball di plastica e con bolle d’aria è la scelta obbligata per oggetti con superfici estremamente delicate o fragilità strutturale, come elettronica, vetreria pesante o specchi: va utilizzato avvolgendo l’oggetto con le bolle rivolte verso l’interno, affinché l’aria ammortizzi direttamente il punto di contatto.
Al contrario, la carta d’imballaggio eccelle nel settore del vending online e dell’oggettistica di design: è ideale per riempire i vuoti nelle scatole (evitando che il contenuto si muova) e per proteggere oggetti che temono i graffi ma non sono eccessivamente pesanti, come ceramiche artigianali, libri o prodotti cosmetici.
Una regola da rispettare sempre con il packaging? Se la spedizione deve affrontare un lungo viaggio internazionale con molti scali, il pluriball offre una sicurezza meccanica superiore; se invece punti su un’esperienza di “unboxing” memorabile e sostenibile per il cliente, la carta è la tua migliore alleata. In molti casi, la soluzione vincente è l’uso combinato: uno strato di carta velina per evitare abrasioni e uno strato esterno di pluriball per assorbire gli impatti.




