Quando un’azienda deve gestire gli aspetti tecnici delle confezioni, quindi delle scatole per presentare il prodotto più il relativo imballaggio, è importante considerare anche quanto incide il packaging nelle spese. Perché è vero che questi elementi non devono essere considerati come un semplice costo da sostenere, ma bisogna anche ridurre gli sprechi. Questo è il punto di partenza di tutte le strategie della lean organization, l’organizzazione snella dell’azienda.

Bisogna sempre ottimizzare le spese inutili e fare in modo che al centro ci sia sempre il valore per il cliente. Questa legge deve essere anche la bussola quando scegli il packaging per le tue spedizioni: concentrarsi su quello che serve per ottenere il miglior involucro possibile. Ma per fare una scelta consapevole bisogna valutare quanto incide il costo del packaging sulle spese aziendali. E capire come ottimizzare questo valore per ridurre le spese inutili, superflue.

Il concetto di Total Cost of Ownership (TCO)

Ecco l’errore tipico di chi prova a calcolare il costo del packaging: considerare solo il prezzo d’acquisto unitario. Certo, questa è la base di partenza ma anche la definizione inutile per avere un’informazione complessa. Una visione strategica impone l’adozione di una metrica specifica. Come quella del Total Cost of Ownership (TCO), ovvero il costo reale dell’imballaggio. Che è il risultato di una serie di fattori interni ed esterni alla supply chain. Ovvero?

Spazio di stoccaggio

Primo costo che comporta una spesa per l’imprenditore: occorre considerare lo spazio di stoccaggio occupato a magazzino dal packaging non utilizzato. I materiali da imballaggio non assemblati richiedono volume e una gestione adeguata, specialmente se si utilizzano cartoni o materiali sensibili all’umidità.

Tempo di montaggio

Il tempo di montaggio incide sul costo da sostenere. Un packaging strutturalmente complesso, che richiede l’applicazione manuale di nastri adesivi o materiale riempitivo, rallenta i tempi di spedizione delle postazioni di picking e imballaggio, aumentando la tariffa oraria per singolo ordine evaso.

Peso volumetrico

Un concetto già intercettato in questo blog. Il peso volumetrico e l’efficienza di riempimento determinano i costi di spedizione. In cosa consiste questa dinamica? Semplice, spedire scatole sovradimensionate porta a un aumento dei costi di trasporto, una delle principali cause di erosione del margine.

I parametri che determinano il prezzo finale

Considerati tutti gli aspetti che ruotano al packaging stesso, e che determinano il suddetto TCO, l’incidenza percentuale del packaging sul prezzo di vendita al pubblico varia in base a una serie di elementi tipici come il posizionamento di mercato del prodotto, la fragilità della merce e il canale di distribuzione.

Ad esempio, se vendi merce molto fragile c’è bisogno di un cartone resistente e quindi costoso. Nei settori ad alto tasso di standardizzazione, l’obiettivo primario è la compressione del costo fisso. Al contrario, nei modelli che puntano molto sull’esperienza del cliente, il packaging non è più un costo passivo.

Questo tipo di involucro smette di essere una voce di spesa da dover sostenere per forza. E senza neanche capire bene perché bisogna farlo in questi termini. Il packaging si trasforma in uno strumento di marketing. Ci sarà una spesa con una percentuale superiore, a fronte di un ritorno sull’investimento adeguato.

Quali sono i packaging che costano di più?

Quando un brand decide di superare la soglia standard di incidenza, utilizzando un packaging di lusso, lo fa perché l’imballaggio si trasforma da essenzialità logistica a componente che porta valore al prodotto o diventa una leva di fidelizzazione attraverso la logica dell’unboxing experience.

Il packaging in legno massello o multistrato nobilitato – quello riservato al settore degli alcolici premium o limited edition nel design – è un esempio classico di packaging particolarmente costoso ma che diventa essenziale in determinati contesti. Soprattutto quando vuoi comunicare esclusività e cura per il dettaglio.

Un altro esempio di scatola molto costosa è quella in cartone rigido con chiusura magnetica, tipo le confezioni che si usano in cosmetica. Queste soluzioni molto ricercate richiedono un’anima rigida che varia dada 1,5 mm a 3 mm e che viene letteralmente rivestita da fogli di carta pregiata.

Per dare un effetto ancora più raffinato, questo packaging può avere un effetto goffrato attraverso l’uso di macchinari o processi manuali (opzione più esclusiva e costosa). L’aggiunta di magneti inseriti nella struttura, non a vista, per la chiusura a scatto fa lievitare il costo unitario. Ed è facile capire come, con queste dinamiche, il prezzo del packaging può diventare una voce di spesa importante da motivare con risultati specifici.

Quanto dovrebbe incidere il costo del packaging?

Abbiamo definito alcuni parametri per capire cosa struttura il prezzo di una confezione e quali possono essere gli involucri più pregiati – quindi costosi. Ma il dubbio è ancora qui: quando dovrebbe incidere il costo del packaging? Solo l’analisi dei dati può dirtelo grazie al confronto con dati di vendita, l’analisi di mercato e le opinioni del pubblico. Nel frattempo noi possiamo aiutarti con la stampa della confezione che preferisci, compreso le buste shopping di lusso.