Uno dei problemi tipici per chi si occupa delle spedizioni per gli ecommerce: gestire al meglio il peso volumetrico del collo ottimizzando i sistemi di riempimento. Ora noi sappiamo questo, ovvero che non possiamo rischiare un numero eccessivo di resi a causa dei danni che si manifestano nel momento in cui sbagliamo a imballare gli oggetti e si presentano dei danni. Chi riceve un pacco aperto o danneggiato, con relativo bene fallato a causa di una caduta o uno schiacciamento, ti rimanda tutto indietro. Con notevoli danni in termini logistici e di branding. Non si può ridurre al massimo questo fenomeno.

Però è ipotizzabile ridurlo aumentando il volume dei pacchi e riempiendo il vuoto con materiale ammortizzante. Pagando di più a causa del peso volumetrico sulle spedizioni. Lo sai che però puoi ottimizzare tutto grazie alla scelta del packaging migliore per le spedizioni ecommerce? Ecco quello che devi valutare.

Cos’è il peso volumetrico e perché incide sulle spedizioni

I corrieri non calcolano le tariffe basandosi solo sul peso registrato dalla bilancia. Sarebbe solo controproducente per loro. Un metro cubo di piume costerebbe molto meno – in termini di risorse occupate – di un piccolo lingotto di ferro che occupa uno spazio minimo all’interno dei furgoni e dei container. Per risolvere questo problema, i professionisti del trasporto per le spedizioni degli ecommerce utilizzano il peso volumetrico (o peso tassabile). Questa è una formula che traduce il volume occupato da un pacco in un peso valutabile in termini economici. Il calcolo in esame è applicato dalla maggior parte dei corrieri.

Come si calcola il peso volumetrico di una scatola?

In questo paragrafo ti indichiamo quella che è la formula standard per ottenere questo valore. Il numero ottenuto da questa combinazione di calcoli viene messo a confronto con il peso reale espresso in chilogrammi. Il corriere applicherà, di conseguenza, la tariffa sul valore più alto tra i due ma tu devi trovare il modo per ottimizzare il costo della spedizione dei pacchi.

 

Se un ecommerce spedisce un oggetto leggero ma fragile all’interno di una scatola standard sovradimensionata, colmata con trucioli di polistirolo, pagherà per lo spazio occupato e non per il peso effettivo del prodotto. Ecco perché oggi dobbiamo occuparci del miglior sistema di riempimento e del packaging più resistente: ridurre le dimensioni esterne dell’imballaggio, mantenendo invariata la protezione interna, è l’unico modo per abbassare questa voce di spesa.

L’impatto economico del sovradimensionamento

L’abbondanza delle dimensioni per il tuo packaging non incide in modo negativo solo sull’aumento del peso volumetrico (e quindi delle spese di spedizione). Riguarda anche molti aspetti logistici. Ad esempio, lo sai che l’adozione di formati troppo grandi di imballaggio porta a una grande inefficienza nello stoccaggio e nella movimentazione? Proprio così, scatoloni molto grandi occupano più spazio nei pallet di magazzino e richiedono tempi di confezionamento più lunghi da parte degli operatori. Usare poche varianti di scatole in grandi stock permette di abbattere il prezzo d’acquisto unitario. Ma questo genera l’effetto overpackaging.

I cui costi occulti superano di gran lunga il risparmio iniziale sul cartone. Ogni centimetro cubo inutile, aggiunto con la speranza di non registrare danni al contenuto, si traduce in una penalizzazione economica sulla singola spedizione, che moltiplicata per i volumi mensili può incidere negativamente sui margini di profitto dell’e-commerce. La nostra esperienza nel settore del packaging sia creativo che strategico, però, ci dice qualcosa di diverso.

Sistemi di riempimento per tagliare il peso volumetrico

Se vuoi ridurre il peso volumetrico e risparmiare sulle spedizioni, aumentando così il margine di guadagno, devi migliorare la protezione interna del pacco. I sistemi di riempimento per prevenire urti, danni e umidità non sono tutti uguali: ognuno risponde a specifiche logiche di peso, ingombro prima dell’uso, capacità di ammortizzazione e sostenibilità.

Cuscini d’aria

Una delle soluzioni più efficienti per la riduzione del peso volumetrico quando l’obiettivo principale è il riempimento dei vuoti. Che in lingua anglosassone conosciamo come void filling. Composti per il 99% da aria e per l’1% da una sottile pellicola di plastica riciclata o compostabile, questi cuscini hanno un peso specifico quasi nullo, stoccaggio minimo dei rotoli di film sgonfi, ottima capacità di bloccaggio del prodotto. Difetto? Lo conosciamo tutti: questi elementi non adatti a prodotti con spigoli vivi o taglienti che potrebbero forare la plastica.

Sistemi in carta Kraft

La carta da imballaggio, nota come Kraft, è la scelta preferita dai brand che puntano sulla sostenibilità e sulla percezione ecologica dell’imballaggio. Questo materiale viene trasformato in strutture tridimensionali che riducono il danno da urto o schiacciamento. La carta a nido d’ape, in particolare, si adatta alla forma del prodotto avvolgendolo strettamente. Così hai un’eccellente protezione contro gli urti, percezione premium da parte del cliente, facilità di riciclo. Questo materiale ha un peso superiore rispetto ai cuscini d’aria, aspetto da valutare se la spedizione è già vicina alla soglia di scaglione del peso reale.

Schiume poliuretaniche

Un sistema che prevede l’iniezione di due componenti liquidi che, miscelandosi all’interno di un sacchetto protettivo, si espandono fino a densità controllata. Ed ecco che il materiale si avvolge perfettamente attorno al prodotto, proteggendolo da urti e cadute. Qual è il vantaggio che devi considerare? C’è protezione assoluta per merci pesanti, fragili o di alto valore ma è sicuramente il metodo più costoso per abbattere il peso volumetrico mantenendo scatole piccole e, al tempo stesso, protettive verso il bene.

Ridurre il volume dell’imballo protegge i prodotti fragili?

Sì, a condizione che il materiale scelto sia in grado di immobilizzare il prodotto. Non deve limitarsi a riempire lo spazio. Per gli oggetti fragili, la tecnica migliore non è aumentare lo spessore dell’imballo esterno. In questo modo aumenti solo il volume ma non dai sicurezza. Devi bloccare l’oggetto al centro della scatola utilizzando materiali ad alto assorbimento d’urto come la carta a nido d’ape o i cuscini d’aria sagomati, evitando che l’energia dell’impatto si trasferisca direttamente al contenuto. Tutto questo è fondamentale ma bisogna considerare anche un altro aspetto che ci riguarda in prima persona: la scelta di un packaging strutturalmente resistente non risponde solo a un’esigenza di protezione, ma rappresenta una vera e propria leva di ottimizzazione dei costi.

Un imballaggio fragile, infatti, tende a deformarsi facilmente sotto il peso di altri colli o durante le sollecitazioni del trasporto: questo rigonfiamento altera le dimensioni geometriche effettive del pacco, facendogli occupare più spazio del previsto. Investire in materiali ad alta resistenza permette quindi di calibrare l’imballaggio sulle misure minime indispensabili, azzerando gli sprechi di spazio e garantendo la tariffazione più bassa e precisa possibile.