I welcome kit aziendali, noti anche come welcome bag o kit di benvenuto, sono delle risorse fondamentali per fare onboarding nel miglior modo possibile. Ovvero, per accogliere i nuovi dipendenti nel proprio staff. Questo è un momento fondamentale in cui si definiscono le basi di un futuro rapporto professionale.

Ecco perché le parti devono impegnarsi per attivare tutte le strategie per fare in modo che ci siano buone vibrazioni nell’aria. Ora, non è con una welcome bag aziendale che si appianano divergenze o problemi contrattuali. Però, definiti tutti i passaggi fondamentali regalativi alle condizioni di lavoro, alla mensilità e alle mansioni bisogna accogliere i nuovi dipendenti con un benvenuto degno del tuo nome. Infatti, i welcome kit aziendali sono anche degli strumenti di brand awareness che permettono di definire i valori aziendali e il senso di appartenenza tra i dipendenti. Vuoi scoprire come si realizzano queste risorse?

Cos’è un welcome kit aziendale, a cosa serve

Il kit di benvenuto di un’azienda è un insieme di elementi materiali (a volte anche digitali) che permettono di fare un buon lavoro di onboarding. Ovvero di accoglienza per i nuovi assunti. In alcuni casi, questo passaggio viene seguito solo per i profili di prestigio. Tipo per direttori generali, CEO o quadri aziendali.

In realtà non è una grande strategia perché questo è il primo passo per creare inimicizia tra le parti. La consegna di una welcome bag di benvenuto è un processo che dovrebbe essere promosso in ogni circostanze. Anche perché questo è il primo passo per creare un rapporto fruttuoso tra dipendente e azienda.

Dove viene inviata questa risorsa strategica?

In alcune circostanze, soprattutto se è particolarmente impegnativa o si vuole mantenere riservo sul contenuto, la welcome bag aziendale viene inviata a casa. E questo avviene subito dopo la firma del contratto, in modo completamente inaspettato per il dipendente in modo da aumentare l’effetto sorpresa. In altre circostanze viene consegnato il primo giorno di lavoro, magari proprio dalle mani di un responsabile di rilievo per le mansioni da svolgere.

Cosa mettere in una welcome bag corporate?

Ci sono alcuni elementi di base che non possono mai mancare in una borsa con welcome kit aziendale. Ad esempio, puoi scegliere dei regali di onboarding per i nuovi assunti in grado di rendere più comodo il lavoro in ufficio, oppure puoi puntare su qualcosa che si leghi alla tecnologia come le cuffie o un power bank.

Di base, in un welcome kit aziendale troviamo materiale di cancelleria, contenuti informativi dell’azienda (magari in formato digitale in una penne USB), oggetti di varia natura con il logo aziendale come tazze, abbigliamento, tappetini per il mouse, caricabatterie, penne e block notes. In sintesi, ci sono tanti gadget personalizzati che puoi scegliere per arricchire la welcome bag per i nuovi assunti. Ciò che non deve mai mancare è il collegamento ai valori aziendali.

Ad esempio, nel miglior box di benvenuto che puoi creare per i nuovi dipendenti puoi inserire delle borracce in alluminio e tappo in sughero per sottolineare l’importanza del riciclo e del risparmio delle risorse naturali, così come avviene quando inserisci un block notes di carta riciclata (e bella da toccare con mano).

Dove mettere gli oggetti di un welcome kit aziendale?

Ci sono alcune aziende che preferiscono utilizzare delle scatole di cartone color avana, altre utilizzano le classiche borse di tela personalizzate che diventano a oro volta un gadget da utilizzare nel quotidiano. In ogni caso, ciò che bisogna ricordare è che tutto questo deve essere all’insegna della brand identity. L’importante è seguire la regola chiave del packaging di qualità: tutto deve far parte di un’esperienza memorabile, anche l’unboxing e la confezione del dono.

Come devono essere gli oggetti che metti nel kit?

Per avere un’idea puoi dare uno sguardo alle immagini che puoi sfogliare su academyocean.com. Ci sono esempi di welcome kit aziendali di diverse aziende, da Dropbox a Google fino alla Nike. Ebbene, in tutti i casi abbiamo un fil rouge da seguire: la personalizzazione. Chiaramente puoi decidere di creare dei kit di benvenuto personalizzati anche in base alle esigenze e ai ruoli dei dipendenti, ma non è questo il punto. Il vero passaggio da considerare è il fatto che tutto deve essere brandizzato. Tazze, cappelli, maglie, auricolari e perfino i calzini: ogni elemento viene donato ai nuovi assunti seguendo la regola d’oro dell’identità aziendale.

Gli oggetti inseriti nel kit di benvenuto hanno gli stessi colori della marca, hanno il naming e il logo dell’azienda. Come risolvere questo passaggio? Devi chiedere a un’azienda come Rifipack che ti consente di realizzare gadget personalizzati per aziende che vogliono organizzare il miglior onboarding per i nuovi dipendenti.