Chi si occupa ogni giorno dell’ottimizzazione del proprio packaging sa che è fondamentale scegliere i colori che caratterizzano questa confezione a contatto con il pubblico. Le persone ti riconoscono grazie all’estetica della scatola e i professionisti del marketing sensoriale sanno che è necessario lavorare su forme, caratteri, qualità del materiale utilizzato per realizzare la scatola e la busta. Come le shopper bio personalizzate e il packaging alimentare.

Ma anche il colore ha il suo ruolo, anche perché esiste una materia ben nota (psicologia cromatica) che ti permette di comunicare determinati valori o emozioni grazie alla scelta delle tonalità. In realtà, spesso la scelta dei colori del packaging è vincolata da quella che è la palette del brand ma non è sempre così. O, comunque, ci sono dei margini di operatività che devi sfruttare. Ecco come scegliere e ottimizzare i colori da utilizzare sul packaging personalizzato.

Coerenza con l’identità visiva del marchio

Il punto di partenza per ottimizzare il packaging visuale e la relativa scelta dei colori: c’è bisogno di coerenza interna. Se il brand della tua attività ha una palette precisa, definita durante la riflessione sull’identità da comunicare al pubblico, il packaging deve rispettarla o armonizzarsi senza improvvisare.

Di sicuro qui non puoi proporre facilmente slanci che si differenziano dalla base decisa a monte. Che risponde già alle riflessioni tipiche del destinatario: un pubblico giovane risponde bene a tinte vivaci, un target premium tende a preferire colori sobri ed eleganti. Magari con una tonalità opaca o matt.

Usa il colore per la gerarchia visiva del packaging

Il colore aiuta a guidare l’occhio e per questo possono essere utilizzate forme adeguate. ma anche il font più grande o piccolo ha il suo ruolo. Il colore non può mancare in questo equilibrio: se la palette ufficiale te lo permette, o hai massima libertà su questo fronte, puoi utilizzare un colore forte per l’elemento principale. Come il nome del prodotto o lo slogan. Per lo sfondo rimani su uno sfondo neutro, chiaro o scuro, mantenendo un buon contrasto con gli elementi.

Soprattutto se aggiungi altri elementi come una call to action o altri elementi per catturare l’attenzione (bio, nuovo, edizione limitata). Quello che devi sapere, però, è che non basta aggiungere colori a caso: bisogna considerare anche il tema dell’accessibilità. Ovvero, devi valutare anche eventuali problemi per i clienti che hanno limitazioni in termini visivi. Pensa che in Italia ci sono più di 2 milioni di daltonici che hanno problemi con il rosso – protanopia e protanomalia – ma anche il verde – deuteranopia e deuteranomalia – il blu, il violetto e il giallo.

Attenzione alla stampa e ai materiali reali

Il colore cambia a seconda del supporto: puoi utilizzare carta riciclata, plastica lucida, cartone opaco e ognuno di questi supporti restituisce un risultato differente. Un risultato che potrebbe non essere quello che desideri per packaging personalizzato del tuo prodotto. Con una resa al di sotto delle aspettative.

Qual è la soluzione? Il colore che hai scelto per stampare le confezioni va sempre testato con prove di reali: un rosso su monitor non sarà mai identico al rosso stampato. E una carta riciclata ti darà una resa differente dalla plastica lucida. Quindi, potresti considerare delle palette differenti per uno o l’altro materiali ma attenzione al risultato finale: il tuo rosso deve essere sempre quel rosso, su carta, plastica o vetro.

Considera la psicologia dei colori sul packaging

Se hai margini di libertà per personalizzare il packaging, magari grazie al servizio stampa di Rifipack, puoi prendere in considerazione i benefici di un colore al posto di un altro considerando che ogni tonalità ha il suo significato. Infatti, esiste una psicologia dei colori che può influenzare in modo decisivo la scelta.

Ovviamente questo incide anche sull’acquisto. Le cromie, infatti, non riguardano solo l’estetica: inviano segnali emotivi al consumatore a livello inconscio. Saperli usare sul packaging significa influenzare percezioni e decisioni d’acquisto. Ogni colore trasmette qualcosa di specifico, ecco un esempio:

  • Rosso: energia, urgenza, appetito. Utile per packaging alimentare.
  • Blu: fiducia, sicurezza, freschezza. Molto usato in farmaceutica.
  • Verde: naturalezza, sostenibilità, salute. Adatto per prodotti biologici.
  • Nero e oro: lusso, esclusività. Ottimo per una confezione regalo di lusso.
  • Bianco: pulizia, semplicità. Da usare per prodotti della cura per il corpo.

Queste definizioni sono una linea di massima da tener presente quando si sceglie il colore del packaging. Ricorda che un colore come il rosso può avere significati differenti, passando dalla sensazione di pericolo o divieto a quella di coinvolgimento passionale. Ad esempio, se devo vendere un sapone delicato non uso il packaging rosso, adatto magari a un prodotto per chi fa la doccia dopo la palestra. Idem il blu: è rassicurante ma anche professionale.

Studia il contesto competitivo

Vai sullo scaffale (fisico o digitale) dove operano i tuoi concorrenti e guarda come si articola l’esposizione dei prodotti. Se tutti usano il verde per esaltare la componente eco-friendly e biologica, puoi decidere se allinearti per rassicurare il consumatore o differenziarti con un colore inaspettato che ti faccia emergere. La decisione va presa anche in relazione a come si vuole definire la strategia di marketing generale, non solo in base al semplice piacere di farsi notare.

Il tuo packaging deve emergere tra decine di altri prodotti, non a tutti i costi però: devi sempre decidere se conviene e come procedere. Un test utile è fotografare il tuo design insieme ai competitor e riflettere su questo: si nota il mio bene oppure no? Per differenziarti ulteriormente, puoi usare colori diversi per varianti di prodotto (gusti o formati), rendendo immediato il riconoscimento. E se hai un partner come Rifipack al tuo fianco tutto diventa più facile.