Lo sai che il visual merchandising – ovvero l’arte di organizzare gli oggetti e gli allestimenti in uno spazio vendita – può fare la differenza in termini di brand identity. Vuoi farti riconoscere e ricordare dai tuoi clienti, per questo hai ottimizzato tutto: dal packaging personalizzato per le vendite online alle shopping bag di lusso, tutto parla di te e dei tuoi valori. Ma per completare l’opera devi presentarti in un certo modo. E seguendo determinate linee concettuali.

La strategia operativa e la creatività diventano ingredienti fondamentali quando decidi di ottimizzare il visual merchandising del tuo negozio, e del tuo spazio vendita in generale. Grazie a questo passaggio puoi curare l’allestimento del punto commerciale, lo store layout, e l’esposizione dei prodotti. Ma anche tutti i dettagli che ti consentono di migliorare la comunicazione visiva retail. L’argomento ti interessa e vuoi approfondire i dettagli? Continua a leggere.

Cos’è il visual merchandising, una definizione

Prima di immergerci nel mondo dell’esposizione di un punto vendita, chiariamo questo concetto così importante per la presentazione del brand. Il visual merchandising è un ramo del marketing retail – attività promozionali della vendita al dettaglio – che unisce estetica e psicologia per ottimizzare l’esperienza.

Il lavoro di visual merchandising si applica, come anticipato, nei negozi che accolgono il cliente finale che è maggiormente suscettibile e influenzabile da aspetti emotivi e sensoriali come immagini, suoni ma anche odori. Che a loro volta possono intercettare il comportamento in modo da avvantaggiare il fatturato.

Perché è importante il visual merchandising?

Perché grazie a tecniche di psicologia persuasiva, ottimizzazione del planogramma (come i prodotti vengono esposti) layout definiti a tavolino attraverso display espositivi e lavori di lighting design in grado di evidenziare dei focal point essenziali, il punto vendita diventa uno strumento per emozionare e fidelizzare.

Ma, soprattutto, per portare a termine quel lavoro di brand identity che hai iniziato in situazioni differenti. Ad esempio quando hai definito il logo, lo slogan e la palette dei colori. Che ha caratterizzato anche le shopping bag di plastica o il packaging alimentare (solo per fare un esempio concreto).

Chi è il visual merchandiser: cosa fa, il suo ruolo

Tutto questo lavoro di ottimizzazione degli spazi, delle luci e degli oggetti nello spazio operativo del negozio fisico è opera del visual merchandiser. Vale a dire, quel professionista che si occupa di rendere i prodotti spettacolari di fronte allo sguardo dei clienti, organizzando gli spazi di vendita.

Spazi che sono dei touchpoint imprescindibili per il brand, fondamentali per avere un buon successo con il pubblico. In un processo di vendita omnicanale, dove tutti gli strumenti sono armonizzati, avere un punto vendita efficace e allineato ad esempio con l’ecommerce è un fattore di successo. Per ottenere questo risultato devi lavorare con un visual merchandiser che organizza tutto quello che fa la differenza.

Qualche esempio di visual merchandising nei negozi

Per capire come si interviene con il lavoro di visual merchandising può essere utile avere degli esempi a tal proposito. Quello della Apple, un brand citato più volte nel blog, ci fa capire subito che è importante lavorare su questo aspetto: tutti gli store propongono un design minimale con tavoli in legno chiaro.

Ci sono massimo 4-5 prodotti esposti, tutti funzionanti, che invitano i clienti a interagire. L’illuminazione è uniforme, elimina ombre e fa sembrare tutto particolarmente ordinato, lineare e pulito. Non ci sono cartellini con i prezzi ma neanche casse fisiche: paghi come e dove vuoi grazie al personale con iPad.

Qualche esempio di visual merchandising nei negozi
Esempio di di visual merchandising della Apple.

Passiamo a un altro esempio internazionale: IKEA. C’è un percorso obbligato che puoi seguire a senso unico: attraversi tutto il negozio anche se non hai bisogno di farlo. Cammini per 40 minuti anche se devi comprare solo una lampada, vedi 100 prodotti e ne compri almeno 7 che non avevi preventivato ma alla fine ti sei ricordato che ti servivano proprio. C’è l’area bambini per semplificare il lavoro delle famiglie, che non hanno scuse per abbandonare il campo prima di aver terminato gli acquisti. Idem per i punti di ristoro. E quando sei esausto, quando vorresti solo andare a casa, arriva l’area market con accessori a basso prezzo.

Quali sono i principi di intervento di questa materia?

Il lavoro del visual merchandiser si articola su diversi piani. Il primo riguarda, ovviamente, la gestione di un progetto. Planogramma alla mano, si definisce l’allestimento di vetrine e degli spazi interni del negozio, creando percorsi visivi che guidano il cliente lì dove serve grazie a blocchi di colore, indicazioni, scenografie, espositori e focal point. Valorizzando sia le zone calde (quelle dove c’è più movimento) ma resuscitando anche quelle fredde che di solito restano un po’ in disparte ma meritano comunque l’attenzione strategica. Questo contempla l’esposizione della merce: devi decidere quali prodotti mettere in evidenza.

Ma devi anche valutare altri aspetti: come combinarli, a quale altezza posizionarli per aumentare le probabilità di vendita. In più lavori con le luci per creare la giusta atmosfera e ridurre le zone di scarsa illuminazione. Tutto deve essere allineato sia con l’idea di massimizzare i profitti, sia con quella che vede al centro di tutto la capacità di allinearti con la brand identity. Come hai fatto già nella scelta del packaging e delle shopping bag. Come quelle che trovi sul nostro store.